Quando l'estate volge al termine, Como cambia abito. Tamburi, chiarine e stendardi riempiono le vie del centro murato, i borghi della città sfilano in costume e per qualche settimana il Medioevo torna protagonista. È il Palio del Baradello, la rievocazione storica che ricorda uno dei momenti più significativi della storia comasca: l'arrivo dell'imperatore Federico I, detto il Barbarossa.
La storia: Como e il Barbarossa
Nel XII secolo Como era una città in lotta con Milano, che pochi decenni prima l'aveva sconfitta. Per liberarsi da questa pressione, i comaschi cercarono l'appoggio dell'imperatore. Il Barbarossa fece ricostruire e ampliare la fortezza sul colle del Baradello, con la torre che ancora oggi domina la città, e vi soggiornò durante la sua campagna contro Milano.
Il Palio rievoca in particolare la visita dell'imperatore a Como nel marzo del 1159, secondo alcune fonti in compagnia della moglie Beatrice di Borgogna: le cronache del tempo raccontano che la città lo accolse con tornei, giochi, banchetti e festeggiamenti. È proprio questo spirito di festa che la rievocazione cerca di ricreare.
Dal 1981 una festa dei borghi
La prima edizione del Palio si è svolta nel 1981, per iniziativa di alcuni borghi cittadini: Breccia, Camerlata, Rebbio e Prestino. Negli anni la manifestazione è cresciuta fino a coinvolgere contrade, borghi e comuni della zona, ciascuno con i propri figuranti, i propri colori e i propri stendardi. Oggi è organizzata dall'Associazione Cavalieri del Palio del Baradello insieme al Comune di Como.
Il premio, come in ogni palio che si rispetti, è un drappo dipinto che i borghi si contendono attraverso una serie di sfide.
Il corteo storico e le gare tradizionali
Il momento più spettacolare è il grande corteo storico, che rievoca l'ingresso del Barbarossa in città: centinaia di figuranti in abiti medievali, dame e cavalieri, armati, musici e tamburini, e perfino il Carroccio comunale sfilano per le vie del centro, in un colpo d'occhio che sorprende chi lo vede per la prima volta.
Accanto al corteo, nelle edizioni tradizionali si svolgono le gare tra i borghi:
- la regata delle lucie, le tipiche barche del lago, che ha preso il posto dell'antica corsa dei cavalli;
- il tiro alla fune;
- la cariolana, la corsa con le carriole;
- sfide di tiro con l'arco e altri giochi di ispirazione medievale.
Il programma, però, non è identico ogni anno: in alcune edizioni le gare tra i borghi sono state sospese e la festa si è concentrata su corteo, cene medievali, spettacoli, animazioni e iniziative per le famiglie. Per sapere cosa vi aspetta, consultate sempre i canali ufficiali del Palio e del Comune di Como.
Il Castello Baradello, la sentinella della città
Il nome del Palio viene dal Castello Baradello, la fortificazione sul colle a sud della città, all'interno del Parco Spina Verde. La torre, alta quasi trenta metri, è il simbolo del legame tra Como e il Barbarossa ed è visibile da molti punti della città. Le origini del sito sono ancora più antiche, con resti di fortificazioni precedenti al Medioevo comunale.
Durante i giorni del Palio vale la pena abbinare agli eventi in città una passeggiata fino al castello: il percorso nel verde e la vista sulla città e sul primo bacino del lago aiutano a capire perché questo colle fosse così strategico.
Perché venire a settembre
Settembre è uno dei mesi più piacevoli per scoprire Como: le giornate sono ancora lunghe, il caldo dell'estate si attenua e la città ritrova un ritmo più tranquillo. Assistere al Palio significa vedere Como con gli occhi dei comaschi, in una festa che appartiene davvero alla comunità e che unisce generazioni diverse: dai bambini che sfilano con i borghi agli anziani che ne ricordano le prime edizioni.
Villa Belvedere, a Casnate con Bernate, è una base comoda per seguire gli eventi: il Castello Baradello si trova a circa 8 km e il Duomo di Como a circa 10 km, e la sera potete ritrovarvi attorno al barbecue Weber in giardino.
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